• Barche e yacht
  • Yacht Berlusconi - Principessa VaiVia e Morning Glory: la verità

Yacht Berlusconi - Principessa VaiVia e Morning Glory: la verità

Primo Colombo

Primo Colombo

|

23 giugno 2026

Lussuoso yacht a vela, forse il yacht Berlusconi, solca le acque blu con vele bianche spiegate.

Gli yacht legati a Silvio Berlusconi raccontano molto più di un gusto per il lusso: spiegano un modo preciso di vivere il mare, fatto di grandi barche a vela, cantieri di prestigio e scelte molto ragionate sul piano tecnico. In questo articolo trovi i modelli davvero rilevanti, le loro caratteristiche principali, i passaggi di proprietà, i costi realistici di gestione e alcuni criteri utili per leggere oggi una barca di questa fascia con occhi più competenti.

I due yacht centrali sono due grandi vele Perini Navi, con storie e costi molto diversi

  • Le barche davvero importanti sono la Principessa VaiVia e la Morning Glory.
  • Entrambe sono grandi yacht a vela costruiti da Perini Navi, quindi non motoryacht puri.
  • La Principessa VaiVia è la scelta più sobria: 40,4 metri, impostazione da crociera mediterranea, poi venduta e noleggiabile.
  • La Morning Glory è il salto di scala: 48,2 metri, refit importanti e una gestione molto più impegnativa.
  • Il vero costo non è solo l’acquisto: manutenzione, equipaggio, ormeggio e refit pesano quasi quanto il nome della barca.
  • Per chi ama la nautica, il caso è utile perché mostra come pedigree del cantiere e uso reale contino più dell’effetto scenico.

Le due barche che spiegano davvero il tema

Io separo sempre la curiosità biografica dal dato nautico: nel caso delle barche di Berlusconi, la storia ruota soprattutto attorno a due grandi velieri Perini Navi, non a una collezione indistinta di imbarcazioni di rappresentanza. È questo il punto interessante per chi ama la nautica: qui contano il cantiere, la configurazione, l’autonomia in crociera e la qualità dei refit, non solo il nome del proprietario.

La distinzione è semplice ma importante. La Principessa VaiVia rappresenta la fase più raccolta e mediterranea. La Morning Glory è invece la versione più matura e più impegnativa, sia per dimensioni sia per budget di esercizio. Capire questa differenza aiuta a leggere bene anche il resto della storia.

Yacht Lunghezza Cantiere Tipo Perché conta
Principessa VaiVia 40,4 m Perini Navi, Viareggio Ketch a vela Più gestibile, più sobria, adatta a crociere private e charter selezionato
Morning Glory 48,2 m Perini Navi Superyacht a vela Più grande, più complessa, con refit e costi da vera fascia superyacht

In pratica, non siamo davanti a barche nate per “fare scena” in rada e basta. Sono due piattaforme di navigazione vere, pensate per macinare miglia con comfort alto e una gestione professionale. Ed è proprio la Principessa VaiVia a far vedere meglio questa impostazione più misurata.

Principessa VaiVia, la scelta più sobria e marina

Secondo Daily Nautica, la Principessa VaiVia era lunga 40,4 metri, con scafo in acciaio, sovrastruttura in alluminio e coperta in teak, costruita a Viareggio nel 1991. La cosa che mi interessa di più, però, non è solo la scheda tecnica: è la logica dietro quella scheda. Qui si vede un veliero importante, ma ancora leggibile, con proporzioni da crociera di alto livello e non da gigantismo fine a sé stesso.

La barca poteva ospitare fino a 8 passeggeri in 4 suite, con 8 membri d’equipaggio. La propulsione ausiliaria era affidata a due diesel Caterpillar da 407 HP, con una velocità di crociera intorno ai 10 nodi e una punta di 12 nodi. Per un 40 metri a vela, sono numeri molto sensati: non promettono prestazioni esasperate, ma solidità, equilibrio e una navigazione da armatore esigente ma non ossessionato dalla velocità.

Questo aspetto vale più di quanto sembri. Un ketch di questa fascia ha senso quando il proprietario vuole comfort, autonomia e stile, non una barca che urla potenza. La scelta del nome, poi, aggiunge una nota personale: non è una barca anonima, ma un oggetto costruito anche per raccontare una presenza privata ben riconoscibile. Dopo anni di crociere nel Mediterraneo, la barca passò a Ennio Doris e divenne anche disponibile per il charter, segno che il progetto aveva una tenuta commerciale reale.

Il passaggio chiave qui è questo: una barca ben progettata, se resta aggiornata e ben mantenuta, conserva valore e attrattiva molto più a lungo di quanto molti immaginino. Ed è qui che la Morning Glory diventa il confronto naturale, perché alza il livello su tutto.

Morning Glory, il salto di scala verso il superyacht

La Morning Glory è la barca che fa capire subito perché il discorso sui costi cambia radicalmente quando si supera la soglia dei 45 metri. Costruita nel 1993 da Perini Navi, arrivò a Berlusconi dopo essere stata commissionata a Rupert Murdoch. Le fonti di settore riportano l’acquisto del 1999 a circa 7,2 milioni di dollari, con una grande ristrutturazione nel 2010 e un refit successivo nel 2016-2017.

Dal punto di vista tecnico, si parla di 48,2 metri, scafo in acciaio, sovrastruttura in alluminio e una velatura di circa 990 m². La velocità massima è nell’ordine dei 14,5-14,8 nodi, con un’autonomia che le fonti indicano attorno alle 4.900 miglia nautiche a 10 nodi. Sono numeri importanti perché mostrano una barca non solo elegante, ma realmente capace di lunghe tratte in sicurezza.

La capacità ospiti varia leggermente nelle schede circolate negli anni, proprio perché i refit possono modificare l’allestimento interno. Io mi fermerei a un dato prudente: circa 8-10 ospiti, con equipaggio dedicato. È un dettaglio che sembra minore, ma non lo è: su un superyacht di questa dimensione ogni metro quadrato viene rinegoziato tra suite, spazi tecnici, aree comuni e locali per l’equipaggio.

Qui entra in gioco la differenza vera tra una barca “grande” e un superyacht. La Morning Glory richiede una manutenzione più intensa, una pianificazione più rigorosa e un equipaggio che sappia gestire vele, impianti, hotel load e logistica di bordo. In cambio offre una crociera più autonoma, più silenziosa e molto più coerente con l’idea di navigazione a lungo raggio. È il tipo di barca che ha senso solo se si accetta la complessità come parte del piacere.

Cosa insegna a chi valuta un ketch di 40-50 metri

Se guardo queste due barche con occhio pratico, vedo una lezione molto utile per chi oggi valuta un grande yacht a vela: il fascino esterno conta, ma il valore vero si decide su pochi elementi tecnici. Io controllerei sempre questi aspetti prima di farmi sedurre dalle foto.

  • Storia dei refit: un refit serio vale più di un interno elegante ma vecchio di impianti.
  • Ore motore e condizioni della sala macchine: sui grandi velieri la propulsione ausiliaria resta fondamentale.
  • Stato del piano velico: vele, winch e alberi incidono in modo diretto su sicurezza e costi.
  • Layout dell’equipaggio: se il personale lavora male, la barca sembra stanca anche quando è bella.
  • Porti e fondali abituali: un 40-50 metri non entra ovunque, e la profondità dell’ormeggio cambia parecchio l’esperienza d’uso.
  • Destinazione d’uso: charter, crociere familiari o uso privato esclusivo richiedono assetti diversi.

Questo è il punto che spesso viene sottovalutato dai non addetti ai lavori: una barca da 40 o 50 metri non si compra solo per possederla, ma per riuscire davvero a usarla bene. E da qui il tema passa in modo naturale ai costi, che sono la parte più concreta di tutta la faccenda.

Quanto pesa davvero il possesso di uno yacht così

Qui conviene essere molto onesti. Come ricorda BOAT International, una stima prudente di settore per la manutenzione annuale ordinaria si colloca spesso tra il 5% e il 10% del prezzo iniziale della barca. Su un’imbarcazione da 8 milioni di euro significa, in teoria, tra 400.000 e 800.000 euro l’anno solo per tenere tutto in ordine. Su una barca da 11 milioni, il range sale fino a 550.000-1.100.000 euro, prima ancora di sommare altri capitoli.

A questo vanno aggiunti equipaggio, assicurazione, ormeggio, consumi e refit straordinari. Il risultato è che il costo reale di una barca di questa fascia tende a superare facilmente il prezzo “di cartellino” in pochi anni, soprattutto se la usi molto e la vuoi mantenere in condizioni eccellenti. Per una vela di 40-50 metri, il budget annuale può diventare molto più impegnativo di quanto suggerisca la sola estetica della barca.

Voce Ordine di grandezza Impatto reale
Manutenzione ordinaria 5%-10% del valore iniziale Copre interventi meccanici, vernici, teak, impianti e usura generale
Equipaggio Diverse centinaia di migliaia di euro l’anno Capitano, marinai, tecnici e gestione quotidiana
Ormeggio e marina Molto variabile Dipende da stagione, porto, lunghezza e servizi richiesti
Refit straordinari Da centinaia di migliaia a milioni Incidono quando si aggiornano interni, elettronica e impiantistica

Per questo, quando si guarda una barca come la Morning Glory o la Principessa VaiVia, il prezzo di acquisto è solo il primo numero da leggere. Il secondo è quello della gestione annua, e spesso è lì che si capisce davvero se una barca è adatta al proprio profilo d’uso. Questa lettura economica porta anche a una riflessione più ampia sul perché queste barche restano ancora interessanti oggi.

Perché queste barche restano interessanti anche oggi

Il motivo non è il gossip, ma il metodo. Le barche di Berlusconi interessano ancora perché mostrano una traiettoria coerente: grandi vele di cantiere italiano, refit importanti, uso privato intenso e una certa idea di eleganza che non coincide con l’esagerazione. In altre parole, sono un ottimo caso studio per capire che cosa rende davvero forte uno yacht nel tempo.

Io trovo particolarmente utile questa lezione: il valore di una barca non si gioca solo sulla lunghezza, ma sulla qualità del progetto, sulla storia documentata e sulla capacità di restare attuale dopo anni di navigazione. Una barca ben nata e ben tenuta conserva fascino, ma soprattutto conserva senso nautico. Ed è questa la differenza tra un oggetto appariscente e un vero yacht.

Se devo sintetizzare in modo netto, direi che la storia nautica legata a Berlusconi parla soprattutto di due Perini Navi ben scelte, ben usate e molto diverse tra loro. La prima mostra la misura; la seconda mostra l’ambizione. In mezzo c’è tutto quello che davvero conta quando si valuta una grande barca a vela: progetto, manutenzione, uso e costi reali. Ed è lì che, ancora oggi, si capisce se uno yacht ha soltanto un nome famoso o una sostanza che dura.

Domande frequenti

Silvio Berlusconi possedeva principalmente due grandi yacht a vela Perini Navi: la Principessa VaiVia (40,4 metri) e la Morning Glory (48,2 metri). Erano scelti per navigazione, comfort e stile, non solo per apparire.

Il costo di gestione annuale per yacht di queste dimensioni è elevato. Si stima tra il 5% e il 10% del valore iniziale per la manutenzione (centinaia di migliaia di euro), a cui si aggiungono equipaggio, ormeggio e refit straordinari.

La Principessa VaiVia era più "sobria" e adatta a crociere mediterranee. La Morning Glory, più grande e complessa, rappresentava un vero superyacht con esigenze di gestione e manutenzione superiori, ideale per lunghe navigazioni.

Questi yacht sono interessanti perché mostrano come la qualità del progetto, la manutenzione e l'uso reale contino più del semplice lusso. Sono esempi di grandi vele italiane ben scelte e gestite, con una storia nautica coerente.
Valuta l'articolo

Media: 0.0 / 5 · 0 valutazioni

Tag

yacht berlusconi yacht berlusconi costi principessa vaivia yacht morning glory yacht perini navi berlusconi

Condividi post

Autor Primo Colombo
Primo Colombo
Mi chiamo Primo Colombo e ho tre anni di esperienza nel mondo della nautica, un campo che mi ha sempre affascinato. La mia passione per la navigazione e la sicurezza in mare è nata sin da giovane, quando ho iniziato a esplorare le acque del nostro bellissimo paese. Scrivo su tematiche legate all'acquisto di imbarcazioni, alla navigazione sicura e alle ultime tendenze del settore, cercando sempre di rendere le informazioni accessibili e comprensibili per tutti. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare le fonti e a confrontare diverse informazioni per offrire contenuti utili e aggiornati. Mi piace semplificare argomenti complessi, in modo che anche chi è alle prime armi possa sentirsi sicuro e informato. La mia missione è aiutare i lettori a orientarsi nel mondo della nautica, fornendo loro gli strumenti necessari per vivere esperienze indimenticabili in mare.
Commenti (0)
Aggiungi un commento