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Excess 11 - Il catamarano che ti fa sentire il mare davvero

Rodolfo Testa

Rodolfo Testa

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4 luglio 2026

Catamarano Excess 11 con vela nera che naviga in mare aperto.
L’Excess 11 è uno dei catamarani che più chiarisce la filosofia del cantiere: meno immagine da yacht da banchina, più sensazioni di guida, spazi sfruttati bene e una piattaforma credibile per la crociera. Io lo leggo come un 37 piedi pensato per chi vuole navigare davvero, senza rinunciare a comfort, cabina armatoriale generosa e soluzioni moderne per la vita a bordo. Qui trovi cosa offre, come si comporta, quali versioni ha senso valutare e quali controlli fare prima di comprare.

I dati che contano prima di guardarlo da vicino

  • Tipo di barca: catamarano da crociera sportiva, non un multiscafo da salotto.
  • Dimensioni: 11,42 m fuori tutto, 6,59 m di baglio, 1,15 m di pescaggio.
  • Volumi: da 6 a 12 posti letto, con configurazioni a 3 o 4 cabine.
  • Motorizzazione: 2 x 29 HP nella versione standard; disponibile anche una variante ibrida.
  • Prezzo: il nuovo parte da una soglia alta, quindi la lettura del mercato usato è fondamentale.
  • Uso reale: molto interessante per crociere familiari, charter selettivo e armatore che ama governare la barca.

Che tipo di catamarano è davvero

Se lo guardo senza pregiudizi, questo modello sta a metà tra il catamarano da famiglia e il multiscafo sportivo. Non cerca di sembrare un piccolo hotel galleggiante, e infatti il suo punto forte non è l’effetto wow da ormeggio, ma la coerenza: linee pulite, peso contenuto, coperta vivibile e un’impostazione di vela che invita a uscire spesso.

Il progetto porta la firma di VPLP per l’architettura navale e di Nauta Design per gli interni, una combinazione che spiega bene il risultato finale. Sul sito ufficiale di Excess il modello viene proposto in tre anime: Standard, Riders’ Edition e Hybrid. È una distinzione utile, perché non cambia solo il listino: cambia il modo in cui la barca viene vissuta.

La cosa che apprezzo di più è che non prova a imitare i maxi-cat più lussuosi. Cerca piuttosto un equilibrio tra manovrabilità, velocità e vivibilità, e lo fa con un linguaggio molto diretto. Per un armatore che vuole navigare spesso, questo conta più di una finitura appariscente.

Questa impostazione si capisce ancora meglio quando si entra nel layout e nella vita quotidiana a bordo.

Catamarano Excess 11 con vele grigie e dettagli arancioni, attraccato vicino a scogli rocciosi sotto un cielo azzurro.

Com'è fatto a bordo e quanto spazio offre

I numeri sono quelli di un 37 piedi ben sfruttato: 11,42 m di lunghezza fuori tutto, 6,59 m di baglio, 1,15 m di pescaggio e circa 9 tonnellate a vuoto. In pratica, il volume percepito è superiore a quello che la misura lascia immaginare, soprattutto nel salone e nelle cabine.

La cabina armatoriale può arrivare a un letto di 2 x 2 metri, un dettaglio che in questa fascia di misura non è banale. Anche i bagni con docce separate fanno capire che il cantiere non ha cercato solo la compattezza, ma una vita a bordo più facile da usare ogni giorno.

Le configurazioni a 3 o 4 cabine, con 2 bagni, cambiano molto il profilo della barca. La 3 cabine ha più senso se vuoi un uso privato e periodi lunghi a bordo; la 4 cabine si avvicina di più a un impiego charter o a una famiglia numerosa, con il classico compromesso di meno spazio personale ma più posti letto.

Io qui guarderei anche un aspetto pratico spesso sottovalutato: il baglio di 6,59 metri allarga il comfort in rada, ma richiede più attenzione nella scelta del posto barca e nella manovra in marina. È il prezzo normale da pagare per avere due scafi davvero abitabili.

Questa abbondanza di volume ha senso solo se poi la barca ti diverte anche sotto vela, ed è il punto che conta davvero.

Come naviga e perché piace a chi vuole sentire il mare

Qui emerge la parte più caratteriale del progetto. La superficie velica sopravento è di 90 m², con randa square-top da 57,5 m² e genoa sovrapposto da 32,5 m²; nella configurazione Pulse Line si sale a 95,5 m². Tradotto: non è pensato per restare pigro nei venti leggeri.

La doppia timoneria a poppa funziona davvero, perché ti mette in una posizione diretta rispetto a vele, prua e assetto della barca. Quando manovri, senti subito la risposta, e questo per me è uno dei motivi per cui piace anche a chi arriva dal monoscafo e non vuole perdere il contatto con il mare.

Con due motori da 29 HP, un dislocamento intorno alle 9 tonnellate e un piano velico equilibrato, il comportamento resta leggibile e abbastanza semplice da gestire anche in equipaggio ridotto. Non darei però per scontato che sia una barca “facile” in senso banale: è semplice da capire, ma va comunque armata bene e regolata con attenzione se vuoi ottenere il meglio.

La versione ibrida cambia il quadro sul fronte della quiete e della manovra in porto, con due motori elettrici da 10 kW, generatore da 22 KVA, inverter da 8 KVA e pacco batterie al litio dedicato. Io la considererei una scelta interessante solo se il tuo uso reale valorizza davvero il silenzio e la riduzione delle emissioni, non se la prendi per moda.

Quando il progetto è letto così, si capisce meglio perché le diverse configurazioni non sono semplici optional, ma modi diversi di interpretare la stessa barca.

Versioni e allestimenti che hanno senso davvero

Le differenze tra le configurazioni non sono cosmetiche. Io le leggerei così, partendo dal tipo di navigazione che hai davvero in mente e non da quello che suona meglio in brochure.

Versione Quando ha senso Cosa aggiunge Limite
Standard Crociera privata e uso misto Equilibrio generale tra comfort, gestione e costi Meno carattere per chi cerca un’impostazione più sportiva
Riders' Edition Chi vive il mare come base per altre attività Spazi e logica pensati per attrezzatura outdoor e vita attiva Ha senso solo se usi davvero quell’equipaggiamento
Hybrid Porti, rada e navigazione più silenziosa Propulsione elettrica in manovra e approccio più rispettoso Più complessità tecnica e costo di gestione superiore
Pulse Line Chi vuole una risposta più brillante Piano velico più spinto e look più aggressivo Non trasforma la barca in un racer puro

La distinzione vera, però, è fra chi compra una barca per viverla ogni weekend e chi la vuole usare come strumento di vacanza attiva. Se sbagli questo punto, l’allestimento può sembrarti affascinante in brochure e poco utile nella vita reale.

È qui che entra in gioco anche il mercato, perché prezzo e disponibilità cambiano molto in base a configurazione, anno e ore motore.

Prezzi, mercato italiano e disponibilità

Su YachtWorld il nuovo parte da circa 382.309 euro, tasse escluse. Nell’usato, gli annunci che ho visto si muovono in un’area ampia, con esemplari recenti spesso tra 300.000 e 430.000 euro e unità più accessoriate o più giovani che possono salire oltre i 500.000 euro.

In Italia la barca compare sia nel brokeraggio sia nel charter, quindi non sei obbligato a inseguire solo il mercato estero. Per me questo è un vantaggio concreto: vedere la barca dal vivo, in un contesto vicino, spesso vale più di molte schede tecniche lette di corsa.

Voce Indicazione utile Lettura pratica
Nuovo Da circa 382.309 euro + imposte Entry point alto, a cui aggiungere optional e commissioning
Usato recente Circa 300.000-430.000 euro Dipende da anno, ore motore, dotazioni e provenienza charter
Usato molto accessoriato Oltre 500.000 euro Possibile se la barca è giovane, ben tenuta e molto equipaggiata
Mercato italiano Presenza su brokeraggio e charter Utile per visite, prove e confronto diretto prima di decidere

La cosa più sensata, in questa fascia di prezzo, è non fissarsi sull’anno di costruzione da solo. Io do più peso allo storico manutentivo, alle dotazioni reali e al modo in cui la barca è stata usata: privata, charter, stagionale, intensiva. Sono dettagli che fanno una differenza enorme sul valore vero.

Ed è proprio qui che entra il controllo pre-acquisto, perché una scheda pulita non basta se la barca ha lavorato male o è stata solo lucidata bene.

Cosa controllare prima di firmare

  • Motori e trasmissione: ore reali, manutenzione documentata, vibrazioni, perdite, stato delle linee d’asse e dell’elica.
  • Vele e manovre: randa, genoa, eventuale Code 0, drizze, scotte, winch e stato delle cime più usate.
  • Struttura: scafi, giunzioni, zone umide, segni di urto su timoni, prua e appendici.
  • Impianto elettrico: batterie, inverter, caricabatterie, pannelli, quadro servizi e strumenti di bordo.
  • Versione ibrida: ciclo delle batterie, stato del generatore, compatibilità dell’assistenza e disponibilità ricambi.
  • Provenienza: charter o uso privato cambia parecchio l’usura degli interni e la storia dei lavori eseguiti.
  • Monitoraggio digitale: se la barca integra sistemi di controllo remoto come SEANAPPS, verifica che dati e sensori funzionino davvero.

Io pretendo sempre una prova in mare con carichi realistici. Se la barca ti piace solo ferma al pontile, stai guardando il lato sbagliato dell’acquisto.

Vale anche la pena verificare se le dotazioni di sicurezza e la categoria CE corrispondono al tuo programma di navigazione: la sigla A8/B12/C16/D20 indica gli scenari di certificazione, ma non sostituisce mai la valutazione del meteo e dell’equipaggio.

Quando questo 37 piedi ha più senso di un monoscafo

Io lo consiglierei a chi naviga con un programma misto: crociere costiere, rada, qualche traversata più lunga, equipaggio di due o quattro persone e voglia di avere spazio senza perdere il piacere del timone. Funziona bene anche per chi sta valutando un uso charter selettivo, purché accetti il compromesso del baglio importante e della gestione più attenta in porto.

Lo vedo meno adatto a chi cerca ormeggi stretti, costi di marina contenuti o un lusso più da salotto che nautico. Qui il carattere è sportivo e la barca vuole essere condotta, non solo abitata.

Se il tuo obiettivo è un catamarano compatto ma vivo, capace di unire comfort reale e sensazioni di vela, il messaggio è chiaro: questo progetto ha una logica solida. La prova migliore resta sempre la stessa, una giornata in mare con vento vero e non solo con la barca immobile in banchina, perché è lì che capisci se il modello ti assomiglia davvero.

Domande frequenti

L'Excess 11 bilancia comfort e prestazioni sportive. Non è un "hotel galleggiante", ma offre spazi ben sfruttati e sensazioni di guida coinvolgenti, ideale per chi vuole navigare attivamente senza rinunciare alla vivibilità.

Esistono versioni Standard, Riders' Edition e Hybrid. La Pulse Line offre un piano velico più spinto. Le configurazioni cabine sono a 3 o 4, con 2 bagni, per adattarsi a uso privato o charter.

Un Excess 11 nuovo parte da circa 382.309 euro (tasse escluse). Nel mercato dell'usato recente, i prezzi variano tra 300.000 e 430.000 euro, con esemplari molto accessoriati che possono superare i 500.000 euro.

La doppia timoneria a poppa offre un contatto diretto con vele e assetto, garantendo una risposta immediata. Questo lo rende attraente per chi apprezza il piacere della conduzione tipico del monoscafo, ma desidera più spazio e stabilità.

È cruciale verificare motori, vele, struttura, impianto elettrico e lo storico di manutenzione. Per le versioni ibride, controllare lo stato delle batterie e del generatore. Una prova in mare con vento reale è indispensabile.
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Autor Rodolfo Testa
Rodolfo Testa
Mi chiamo Rodolfo Testa e ho sette anni di esperienza nel campo della nautica, con un focus particolare sulla navigazione, l'acquisto e la sicurezza in mare. La mia passione per il mare è nata da giovane, quando trascorrevo le estati in barca con la mia famiglia. Questa esperienza mi ha spinto a approfondire le mie conoscenze e a condividere ciò che ho imparato con gli altri. Scrivo per aiutare i lettori a orientarsi nel mondo della nautica, semplificando argomenti complessi e fornendo informazioni utili e aggiornate. Mi impegno a controllare le fonti, confrontare le informazioni e seguire le ultime tendenze per garantire che i miei articoli siano chiari e accessibili. Spero che le mie esperienze possano ispirare e guidare chiunque desideri esplorare le meraviglie del mare in sicurezza.
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