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First 31.7: Scheda tecnica e guida pratica alla navigazione

Filippo Parisi

Filippo Parisi

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13 maggio 2026

Barca a vela bianca ormeggiata, con scritte "17 FIRST" e "Finistère". Dettagli tecnici e mare calmo.

Il First 31.7 è un cruiser-racer compatto che va capito con occhio pratico: numeri giusti, pozzetto razionale e un armo pensato per lavorare bene in bolina, nelle virate e quando il vento aumenta. In questa guida leggo la scheda tecnica del First 31.7 dalla prospettiva di chi vuole sapere non solo quanto misura, ma come si comporta davvero a vela e nelle manovre di bordo.

I dati che contano davvero prima di salire a bordo

  • Lunghezza, baglio e dislocamento spiegano meglio di qualsiasi slogan se la barca è reattiva o più “piantata”.
  • Pescaggio da 1,90 m nella versione profonda e 1,45 m in quella corta significano due modi diversi di navigare.
  • Randa da 23,60 m², genoa da 28,90 m² e spinnaker da 70,36 m² raccontano una barca viva, con un piano velico serio ma ancora gestibile.
  • Winch self-tailing, trasto in pozzetto e barra rendono le manovre dirette, ma solo se il pozzetto è organizzato bene.
  • Sartiame, vele e chiglia contano più dell’estetica quando si valuta un esemplare usato.

Come leggere la first 31.7 scheda tecnica senza fermarsi ai numeri

Nella documentazione ufficiale Beneteau il First 31.7 misura 9,61 m di lunghezza fuori tutto, 9,50 m di lunghezza scafo, 8,80 m di lunghezza al galleggiamento e 3,23 m di baglio. Il dislocamento è di 3.750 kg; nella versione a pescaggio profondo la zavorra è di 1.025 kg e il pescaggio arriva a 1,90 m. Il motore standard è un diesel da 21 CV, con 30 litri di gasolio e 160 litri di acqua dolce.

Voce Dato Impatto pratico
Lunghezza fuori tutto 9,61 m Dimensione facile da gestire in porto, ma con spazio sufficiente per andare forte
Lunghezza scafo 9,50 m È il riferimento più utile per capire la vera taglia della barca
Lunghezza al galleggiamento 8,80 m Incide su velocità di carena e comportamento in accelerazione
Baglio 3,23 m Dà stabilità iniziale e un pozzetto ben sfruttabile
Dislocamento 3.750 kg Non è una barca leggera: serve regolazione pulita, ma l’inerzia aiuta sul mare formato
Zavorra 1.025 kg Il rapporto zavorra/dislocamento è buono per un 31 piedi sportivo
Pescaggio 1,90 m La versione profonda bolina meglio e deriva meno
Altezza in aria 13,90 m Da verificare in porti con ponti bassi e passaggi limitati
Motore 21 CV Sufficiente per le manovre, non pensato per lunghi trasferimenti a motore
Serbatoi 30 l gasolio / 160 l acqua Autonomia da crociera costiera, non da lunga navigazione a motore
Piano velico standard 23,60 m² randa / 28,90 m² genoa / 70,36 m² spi simmetrico Equilibrio chiaro tra velocità, semplicità e uso regatistico
Riferimenti al velaio I 11,87 m / J 3,44 m / P 10,80 m / E 3,90 m Misure utili se devi rifare o aggiornare le vele

Quello che mi interessa, però, è l’effetto di questi numeri: 3.750 kg su 3,23 m di baglio e 1.025 kg di zavorra danno una barca abbastanza rigida da stare composta sul vento, ma non così pesante da perdere prontezza nelle accelerazioni. Se confronti più fonti, piccole differenze nelle misure sono normali: di solito dipendono da arrotondamenti o da criteri commerciali diversi, quindi io torno sempre ai dati di progetto quando devo giudicare la barca sul serio. Da qui ha senso guardare l’armo e capire perché questa barca si regola con precisione, non con forza.

Barca a vela in navigazione, con tre persone a bordo. La prima 31.7 scheda tecnica è visibile sullo scafo.

Armo frazionato e piano velico che parlano chiaro

Il First 31.7 monta un armo frazionato 9/10 con albero in alluminio, due ordini di crocette avanzati e paterazzo singolo regolato a paranco. In pratica, il trim della parte alta dell’albero è molto sensibile: con il paterazzo carichi lo strallo di prua, riduci la pancia della randa e tieni la barca più piatta, cioè più veloce e più facile da governare.

Randa, genoa e spinnaker

Il piano velico standard prevede randa da 23,60 m², genoa al 140% da 28,90 m² e spinnaker simmetrico da 70,36 m². È una combinazione molto sensata per un 31 piedi sportivo: il genoa grande aiuta nel vento leggero e medio, la randa non è eccessiva da gestire e lo spi dà il meglio quando l’equipaggio sa coordinarsi su mura, tangone e ammainata.

Perché il trasto in pozzetto conta

Il trasto della randa sui banchi del pozzetto e le due winch Harken self-tailing per le scotte genoa rendono la barca più diretta da regolare. Questo non significa che sia “facile” in automatico; significa che chi governa sente subito l’effetto di ogni correzione e può liberare o scaricare potenza senza correre da una manovra all’altra.

Se devi rifare le vele, i riferimenti I 11,87 m, J 3,44 m, P 10,80 m ed E 3,90 m sono quelli da dare al velaio: sono le quote che definiscono il triangolo prodiero e la randa, quindi incidono in modo diretto su taglio, sovrapposizione e resa reale in navigazione. Quando il piano velico è così sensibile, la differenza la fanno le manovre in pozzetto e la pulizia dell’assetto.

Le manovre in pozzetto sono il vero punto forte

Il pozzetto del First 31.7 è impostato per lavorare. La barra del timone libera spazio, il pozzetto è auto-svuotante e le manovre correnti sono raccolte in modo abbastanza logico da permettere virate, strambate e regolazioni senza troppe acrobazie. In navigazione costiera o con equipaggio ridotto, questa semplicità vale più di un arredo appariscente.
  • Virata - con un genoa al 140% conviene anticipare la mossa e far passare la vela con decisione; se la scotta nuova va in tiro troppo presto, la barca si pianta e perde scorrevolezza.
  • Strambata - la randa lavora bene solo se scarichi la pressione prima del passaggio del boma; sul 31.7 la risposta è rapida, quindi il timing si sente subito.
  • Ormeggio - le bitte, il gavone ancora a prua e il roller facilitano le manovre, ma il baglio di 3,23 m e la barra richiedono un equipaggio ordinato nei passi finali.
  • Gestione in equipaggio ridotto - i winch self-tailing H40.2 e H44.2 aiutano molto, ma la barca premia chi prepara prima drizze, scotte e cime di ormeggio invece di improvvisare all’ultimo minuto.

Mi piace ricordare una regola semplice: su questa barca le manovre riescono bene quando il pozzetto resta pulito. Sembra banale, ma tra barra, scotte e trasto basta poco per perdere fluidità, soprattutto quando si entra in porto o si gira una boa con vento laterale. Ed è proprio lì che entra in gioco il modo in cui regoli la barca in relazione all’aria.

Come si regola in navigazione quando il vento cambia

Il First 31.7 dà il meglio quando la conduzione è attiva. Non è una barca da lasciare andare da sola: reagisce bene se la tieni piatta, con la prua ben appoggiata e il genoa lavorato senza esagerare nel grasso di vela.

Aria leggera

Sotto i 7-8 nodi reali io terrei la barca molto libera sulle sartie, con poca chiusura di randa e un genoa ben disteso. In questo range il peso non è un handicap, ma la superficie bagnata si fa sentire: qualsiasi freno, anche piccolo, costa velocità.

Aria media

Tra 10 e 18 nodi è il terreno più interessante. Il 31.7 accelera bene, tiene una bolina onesta e comincia a mostrare il motivo per cui è stato apprezzato come cruiser-racer. Qui il trasto e il paterazzo fanno la differenza: se la barca sbandа troppo, perde angolo e diventa più nervosa sul timone.

Leggi anche: Velocità barca a vela: dai 5 ai 60 nodi. La guida completa

Aria sostenuta

Quando superi i 18-20 nodi reali, con onda corta o equipaggio poco allenato, io penserei al primo terzarolo senza aspettare che la barca te lo chieda. Con 25 nodi e oltre, una seconda mano diventa spesso la scelta più sensata. Il punto non è resistere: è tenere la barca piatta, il timone leggero e lo strallo di prua ancora efficiente.

In poppa e al gran lasco lo spinnaker simmetrico da 70,36 m² è la vela che trasforma il 31.7, ma non perdona un equipaggio distratto. È il classico caso in cui pochi metri quadri in più danno molto, purché ci siano ruoli chiari a prua, in pozzetto e alla scotta. Quando l’assetto è pulito, il guadagno si sente subito; quando è sporco, la barca ti restituisce tutto in fatica. Da qui viene naturale chiedersi quale versione di chiglia abbia davanti.

Pescaggio profondo o chiglia corta cambia più di quanto sembri

Il modello nasce con chiglia a bulbo in ghisa e nella documentazione Beneteau la versione standard a pescaggio profondo arriva a 1,90 m. Sul mercato si trovano anche esemplari a pescaggio più corto, intorno a 1,45 m, pensati per acqua bassa e porti meno profondi. La differenza non è solo numerica: cambia il compromesso tra bolina, accesso e sensibilità alle secche.

Criterio Chiglia profonda 1,90 m Chiglia corta 1,45 m
Bolina Più appoggio e meno deriva Più compromesso sull’angolo stretto
Accesso a bassi fondali Più limitato Più comodo in lagune, canali e porti bassi
Stabilità al vento In genere migliore Un po’ meno leva resistente
Uso ideale Regata, crociera veloce, mare aperto Crociera costiera, fondali variabili
Omologazione CE A 6 persone, B 6, C 8 B 6, C 8

La mia lettura è semplice: se navighi spesso in zone con profondità comode e vuoi il miglior comportamento in bolina, la chiglia profonda resta la scelta più convincente. Se invece il tuo itinerario passa da rade basse, porti con ingressi delicati o zone lagunari, la versione corta vale la perdita di un po’ di efficacia a vela. Non c’è una risposta assoluta, solo una scelta coerente con l’acqua che frequenti davvero. E proprio qui si vede perché, su un usato, conviene andare oltre la brochure.

Cosa controllerei su un esemplare usato prima di fidarmi delle manovre

Su una barca di questa età io non mi fermerei alla vernice o ai cuscini. Il punto vero è capire se il pacchetto vela-manovre è ancora sano: sartiame, winch, trasto, chiglia e timone devono lavorare senza giochi inutili.

  • Sartiame - se ha più di 10-12 anni, lo tratto come un elemento da ispezionare con grande attenzione; oltre i 12 anni considero realistica la sostituzione, soprattutto se la barca naviga spesso.
  • Piede d’albero e attacchi - cerca segni di corrosione, schiacciamenti o infiltrazioni nel sandwich del ponte intorno ai punti di carico.
  • Winch e bozzelli - devono girare fluidi; un winch duro cambia davvero il modo in cui si manovra in solitario o in porto.
  • Chiglia e timone - giochi, colpi secchi o tracce di movimento nel giunto scafo-chiglia non sono dettagli estetici, ma segnali da prendere sul serio.
  • Vele - una randa con inferitura stanca o un genoa allungato riducono la resa molto più di quanto sembri sulla carta.
  • Motore e impianti - il 21 CV è sufficiente per un 31 piedi sportivo, ma solo se gira bene e se serbatoio carburante, raffreddamento e linee sono in ordine.

Se il controllo pre-acquisto è fatto bene, il First 31.7 resta una barca molto leggibile: quello che senti al timone corrisponde quasi sempre a un problema reale, non a un carattere “strano” del modello. E questo, per chi naviga sul serio, è un vantaggio enorme. Chiude bene il cerchio anche quando si guarda alla barca con un occhio meno romantico e più operativo.

Perché il First 31.7 resta convincente per chi vuole vela vera

Il First 31.7 non è la barca più comoda del suo segmento né quella più indulgente con i trim sbagliati. È però uno scafo che restituisce molto a chi lavora bene di randa, genoa e bilanciamento, e proprio per questo continua ad avere senso per crociera veloce, regata amatoriale e uscite in cui si vuole sentire la barca rispondere davvero.

Se devo sintetizzarlo in modo pratico, direi che questa è una barca da scegliere quando vuoi un 31 piedi diretto, onesto e ancora coinvolgente: ti chiede attenzione nelle manovre, ma ripaga con un comportamento pulito, un pozzetto razionale e una scheda tecnica che ha ancora molto da dire in acqua. Per me questo è il suo valore più forte, oggi come allora.

Domande frequenti

Il First 31.7 ha una lunghezza fuori tutto di 9,61 metri, con una lunghezza scafo di 9,50 metri e una al galleggiamento di 8,80 metri. Queste dimensioni lo rendono maneggevole ma performante.

La versione a pescaggio profondo (1,90 m) offre migliori prestazioni in bolina e maggiore stabilità. La chiglia corta (1,45 m) è ideale per fondali bassi e accesso a porti meno profondi, sacrificando leggermente le performance veliche.

Sì, il First 31.7 è un ottimo cruiser-racer. Il suo armo frazionato, il piano velico equilibrato e la reattività al timone lo rendono ideale per regate amatoriali e uscite veloci, premiando una conduzione attiva.

È fondamentale ispezionare sartiame, winch, trasto della randa, chiglia e timone per giochi o usura. Anche motore e vele sono cruciali: un sartiame datato o vele stanche possono compromettere seriamente le prestazioni e la sicurezza.
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Autor Filippo Parisi
Filippo Parisi
Mi chiamo Filippo Parisi e ho accumulato quattro anni di esperienza nel mondo della nautica, un settore che mi affascina profondamente. La mia passione per la navigazione è nata fin da giovane, quando ho iniziato a esplorare le acque locali e a comprendere l'importanza della sicurezza in mare. Scrivo di navigazione, acquisto di imbarcazioni e misure di sicurezza, cercando sempre di semplificare argomenti complessi per rendere le informazioni accessibili a tutti. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire contenuti utili e aggiornati, confrontando diverse fonti e seguendo le ultime tendenze del settore. La mia missione è aiutare i lettori a prendere decisioni informate, sia che si tratti di scegliere la barca giusta o di capire le normative di sicurezza. Sono convinto che una buona preparazione possa fare la differenza tra un'avventura indimenticabile e un'esperienza problematica in mare.
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