I punti che contano davvero prima di guardarlo dal vivo
- È un flybridge compatto ma maturo, pensato per chi vuole abitabilità e stabilità più che pura velocità.
- Le misure più comuni ruotano attorno a 11 metri di lunghezza e 3,6-3,7 metri di baglio, con 2 cabine e 4 posti letto tipici.
- La configurazione più ricorrente è con due diesel da circa 300 cv e trasmissione a linea d’asse.
- In navigazione si parla spesso di una crociera reale intorno ai 22-25 nodi, con punte vicine ai 30 nodi su esemplari ben tenuti.
- Nel mercato 2026 gli annunci recenti oscillano in modo ampio, da circa 50.000 a 120.000 euro, secondo anno, motori e stato generale.
- Su un usato di questa età, la differenza la fanno motori, impianti, infiltrazioni e documentazione, non solo l’aspetto esterno.
Perché questo flybridge continua a interessare
Io lo leggo come una barca molto italiana nel senso migliore del termine: proporzioni equilibrate, abitabilità concreta e un’impostazione che privilegia il mare vero. Il cantiere ha costruito il suo nome su scafi solidi e finiture curate, e su questo modello la sensazione è chiara: non c’è nulla di superfluo, ma c’è quasi tutto quello che serve a una coppia o a una famiglia che vuole uscire spesso.
La sua forza non è l’effetto scenico. È il compromesso riuscito tra comfort interno, tenuta di mare e costo d’ingresso, soprattutto nel mercato dell’usato. Per questo continua a piacere a chi cerca una barca classica, capace di offrire una crociera rilassata senza dover salire su taglie e budget molto più impegnativi. Per capire se è davvero la scelta giusta, però, bisogna passare dai giudizi generali ai numeri e al layout.

Come sono fatti spazi e layout a bordo
La configurazione che si incontra più spesso è quella con due cabine e due bagni, oppure due cabine e un bagno nelle unità più semplici o meno recenti. La cabina armatoriale a prua sfrutta bene il volume, mentre la cabina ospiti con letti separati è pratica quando a bordo ci sono amici adulti o figli grandi. La dinette trasformabile e la cucina con servizi completi rendono il soggiorno a bordo credibile anche per più giorni, non solo per l’uscita diurna.
| Zona a bordo | Cosa aspettarsi | Perché conta davvero |
|---|---|---|
| Cabina di prua | Letto matrimoniale e buona privacy | È il cuore della vivibilità per chi usa la barca in coppia o in famiglia |
| Cabina ospiti | Letti in piano, taglio funzionale | Rende più semplice ospitare senza adattarsi a soluzioni di fortuna |
| Dinette | Spazio conviviale, spesso trasformabile | Conta molto nelle soste lunghe e nelle giornate con mare fermo |
| Cucina | Lavello doppio, frigo, forno nelle unità meglio equipaggiate | Fa la differenza se la barca viene usata davvero per crociere |
| Flybridge e pozzetto | Plancia alta, visibilità ampia, seduta esterna vivibile | È il tratto che definisce il carattere del modello |
Il flybridge, quando è ben tenuto, è il suo punto più forte: comanda la barca, amplia la visibilità e aggiunge un secondo spazio di vita all’aperto. Il pozzetto in teak, dove presente, completa bene l’insieme. Qui la mia lettura è semplice: non è una barca da minimalisti, ma è una barca che sa stare comoda senza sembrare ingombrante. E una volta capito lo spazio, resta da vedere come si comporta quando si esce davvero dal porto.
Come va in mare e cosa aspettarsi davvero
Su questo modello contano molto la carena a V profonda e la trasmissione a linea d’asse. La prima aiuta a tagliare l’onda con più dolcezza; la seconda non è la soluzione più sportiva nelle manovre strette, ma in un usato ben gestito è spesso sinonimo di robustezza e manutenzione più lineare. In pratica, il Typhoon non nasce per fare il record di velocità: nasce per restare composto, prevedibile e piacevole quando il mare non è perfetto.
| Parametro | Valore tipico | Lettura pratica |
|---|---|---|
| Motorizzazione più comune | 2 x 300 cv diesel | Potenza sufficiente per una crociera brillante, senza esagerazioni |
| Velocità di crociera | Circa 22-25 nodi | È il range in cui molte unità lavorano bene e con buon equilibrio |
| Velocità massima | Fino a circa 30 nodi | Possibile su esemplari in ordine, ma non è il dato che compra il senso della barca |
| Consumo in crociera | Circa 75 l/h in alcune schede recenti | Dato utile, ma da leggere sempre insieme allo stato dei motori e al carico reale |
| Serbatoio carburante | Circa 1.000 litri | Dà margine per uscite costiere e weekend, non per navigare senza pianificazione |
Con questi numeri, il risultato è abbastanza chiaro: non è una barca lenta, ma neppure una macchina da sprint. La si apprezza di più quando si tiene una velocità di crociera sensata, si bilancia bene il trim e si evita di chiedere troppo a un esemplare stanco. Se il mare è corto e il vento sale, la differenza la fa la qualità della manutenzione più che il numero di cavalli sulla scheda. Ed è proprio qui che l’acquisto dell’usato diventa una questione tecnica, non estetica.
Cosa controllare prima di comprare un esemplare usato
Su una barca di questa età io non guardo mai per prima la tappezzeria. Guardo motori, impianti e segnali di acqua entrata, perché è lì che si nascondono le spese vere. Un refit estetico può far sembrare tutto in ordine, ma non sostituisce una manutenzione fatta bene. Se vuoi comprare con criterio, questi sono i punti che non lascerei fuori dalla visita.
| Controllo | Cosa cercare | Segnale di allarme |
|---|---|---|
| Motori | Tagliandi documentati, avviamento pulito, fumosità contenuta | Ritardi di avviamento, perdite, rumori anomali, surriscaldamenti |
| Scambiatori e raffreddamento | Pulizia recente, interventi tracciati, temperature stabili | Storia manutentiva vaga o tubazioni trascurate |
| Linea d’asse e tenute | Vibrazioni contenute, eliche bilanciate, tenute asciutte | Vibrazioni in marcia, trafilamenti, usura irregolare |
| Scafo e coperta | Nessun segno di osmosi evidente, giunti puliti, passacavi integri | Bollicine, crepe sospette, infiltrazioni su finestrature e tientibene |
| Impianto elettrico | Cavi ordinati, batterie efficienti, quadri leggibili | Cablaggi improvvisati o interventi non documentati |
| Acqua e scarichi | Serbatoi puliti, valvole a mare recenti, pompe funzionanti | Odori persistenti, ristagni, scarichi lenti |
| Documentazione | Ore motore, fatture, perizia recente, prova in mare | Cartella lacunosa o risposte troppo vaghe sul passato della barca |
Quando trovo su un annuncio lavori come tagliando motori, sostituzione delle valvole a mare, pulizia degli scambiatori o bilanciatura delle eliche, capisco che il proprietario ha ragionato come si deve. Al contrario, se c’è solo una bella lucidatura esterna, resto prudente. Su un usato di questo livello, la perizia prima dell’acquisto non è un costo accessorio: spesso è il modo più economico per evitare sorprese molto più care. Una volta chiarito questo, il confronto tra versioni diventa più facile da leggere.
Quanto costa oggi e come leggere il mercato
Nel 2026 il mercato del Typhoon è abbastanza ampio, ma anche molto disomogeneo. Gli annunci recenti mostrano differenze importanti in base a anno, motori, dotazioni e livello di refit. Io non leggerei mai il prezzo come un valore assoluto: su queste barche il prezzo dice solo una parte della storia, perché due esemplari con lo stesso nome possono avere condizioni molto diverse.
| Fascia indicativa | Che cosa trovi di solito | Come interpretarla |
|---|---|---|
| Circa 50.000-70.000 euro | Esemplari più vecchi o con lavori da affrontare | Ha senso solo se il budget successivo per sistemarla è già previsto |
| Circa 80.000-100.000 euro | Unità con manutenzione più credibile e allestimento dignitoso | È spesso la fascia più interessante per chi compra con criterio |
| Oltre 110.000 euro | Barche molto curate, aggiornate o refittate | Qui paghi la qualità del lavoro, non solo il nome sullo scafo |
La cosa più importante, però, è questa: un prezzo basso non è quasi mai un affare se poi il refit strutturale ti porta a spendere molto di più. Al contrario, un esemplare più caro ma con motori seguiti, elettronica aggiornata e impianti ordinati può essere più conveniente nel medio periodo. Se il tuo obiettivo è navigare, non restaurare, io darei priorità alla qualità della manutenzione e alla tracciabilità degli interventi. E a quel punto conviene distinguere meglio le versioni della famiglia Typhoon.
Le differenze che contano tra Typhoon, Typhoon Fly e Supertyphoon
Qui il rischio più comune è mettere tutto nello stesso sacco. In realtà i nomi della famiglia indicano taglie, layout e ambizioni diverse. Il denominatore comune è il carattere del cantiere, ma il modo in cui userai la barca cambia parecchio da una versione all’altra.
| Versione | Profilo tipico | Per chi ha senso | Punto da non sottovalutare |
|---|---|---|---|
| Typhoon Fly | Il più diffuso nel mercato, con due cabine e flybridge ben sfruttato | Famiglie, crociere costiere, uso weekend | Controllare bene infiltrazioni, impianti e stato dei motori |
| Supertyphoon | Taglia più grande, più volume e presenza in acqua | Chi vuole più comfort e più margine di bordo | Costi di gestione e manutenzione sensibilmente più alti |
| Middle Day Typhoon | Impostazione più compatta e spesso più anziana | Chi cerca un ingresso più accessibile nel mondo dei classici Raffaelli | Layout e dotazioni possono essere più datati, con lavori da mettere in conto |
In pratica, il Typhoon Fly è spesso il punto d’equilibrio più convincente: abbastanza grande per vivere bene a bordo, non così impegnativo da diventare pesante da gestire. Il Supertyphoon ha più presenza e più comfort, ma sale anche in costi e responsabilità. Il Middle Day Typhoon, invece, parla a chi accetta qualche compromesso in più pur di entrare a un prezzo più basso. La scelta giusta, qui, dipende soprattutto da come vuoi usare la barca e da quanto tempo e denaro sei disposto a dedicare alla manutenzione.
La differenza vera nel 2026 la fa il fascicolo di bordo
Se dovessi sintetizzare il mio giudizio, direi questo: il Typhoon resta interessante quando è stato seguito bene, non semplicemente “tenuto bene a vedersi”. Per un acquisto consapevole, io metterei in cima alla lista quattro cose: perizia pre-acquisto, prova in mare, documentazione motori e controllo accurato di scafo e impianti. Sono passaggi poco romantici, ma sono quelli che separano una buona barca da una spesa che si complica subito.Quando trovi un esemplare con manutenzione tracciata, layout coerente con il tuo uso e condizioni strutturali pulite, questo flybridge ha ancora molto da dare: crociere familiari comode, navigazione stabile e un fascino che non dipende dalle mode. Se invece la storia è opaca, meglio fermarsi prima della firma. In questo segmento, la qualità del fascicolo di bordo vale quasi quanto il nome sul roll-bar.